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28/07/06
Blog/LA VOCE DEL CARCERE

Forse la storia è già nota ma è bene riassumerla con semplicità.
Prima delle elezioni, l'Unione ha citato per due volte nel suo mastodontico programma la parola "indulto", facendo capire che era un tema da affrontare (vedi p. 14 e p.64 del testo), escludendo però i reati cosiddetti di "pericolosità sociale".Il problema stava a cuore anche e forse soprattuto a Rifondazione, il cui elettorato è da sempre attento ai problemi dei detenuti, specie quelli "politici" (o presunti tali: vedi i gridolini d'indignazione per la condanna dei teppisti che hanno devastato Milano mesi fa).
Tuttavia per votare un indulto ci vuole una maggioranza molto ampia, almeno i 2/3 del Parlamento. Così l'Unione ha dovuto chiedere aiuto al centro destra: Udc e Forza Italia hanno però messo delle condizioni: nel provvedimento di clemenza dovevano essere inclusi anche i reati di corruzione e concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Il ministro della Giustizia Mastella, in queste settimane clemente di nome e di fatto (non solo riguardo l'indulto), tra un pranzo di gala e un matrimonio fastoso ha accettato il "buono scambio",
A quelli che hanno definito "indegno" questo inciucio è stato risposto che non si potevano sacrificare circa 12.000 detenuti (che usciranno dalle prigioni) per il peso "simbolico" di qualche dozzina di condannati-eccellenti. Ammesso e non concesso che venga dimenticato il valore "simbolico" di questo provvedimento, i condannati "simbolici" che verrebbero scarcerati sarebbero parecchi in più. L'indulto bipartisan approvato farà cadere il sipario sulle violenze del G8 di Genova e sui processi in corso; manderà (al max) ai servizi sociali indagati come Cragnotti, Tanzi, Ricucci e gli "scalatori" di Antonveneta e Rcs, i "furbetti del quartierino"; un quasi colpo di spugna sul disastro di Linate del 2001, dove morirono 118 persone: il controllore di volo Zacchetti e l'ex presidente dell'Enav Sandro Galano eviteranno il carcere. E non parliamo nemmeno di Calciopoli.
Intanto il popolo dell'Unione insorge sul Web. Il sito di Repubblica è tempestato di interventi infuriati. Un sondaggio con 100.000 partecipanti dice che il 95% di chi ha votato boccia il provvedimento.
Nelle carceri il voto al Senato è stato accolto con urla di gioia, da stadio, dopo tanti anni di promesse mancate e speranze disattese nell'afa insopportabile dell'estate.

Ecco chi potrà beneficiare della clemenza, anche se condannato:

[color=red]Calciopoli:[/color]
Luciano Moggi, Antonio Giraudo e altri 43 indagati tra arbitri, dirigenti e i patron di Fiorentina (Diego Della Valle) e Lazio (Claudio Lotito): a giudizio per ipotesi di reato che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva passando per il peculato fino alla corrunzione.

[color=red]I grandi crack:[/color]
Sergio Cragnotti: a giudizio per il crack della Cirio
Callisto Tanzi: bancarotta fraudolenta per il crack Parmalat, con un buco di 14,4 miliardi di euro;
Stefano Ricucci, Giampiero Fiorani: aggiotaggio, insider trading, truffa aggravata e bancarotta fraudolenta
Cesare Previti: già condannato per corruzione di magistrati.

[color=red]il G8:[/color]
i 29 poliziotti che fecero irruzione nella scuola Diaz: accusati di lesioni personali gravi, percosse, falso, calunnia e irruzione arbitraria
25 no-global: accusati di devastazione e saccheggio
Francesco Caruso, Luca Casarini: accusati di associazione sovversiva con finalità terroristiche.
(continua)


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