ilrichiamo-tool-definitiva-tagliata.jpg
main_tool.jpg Chi Siamo Galleria Reportage RadioTv Eventi Video Blog Cerca Homepage









  
Cerca ancora dentro Il Richiamo

Cerca    nel campo  

 ordinati per    
La ricerca ha prodotto 1 risultati

09/06/06
Blog/Chi siamo, perchè siamo qui

Praticamente le cose stanno così: a napoli, nell'estate del duemilaecinque, un gruppo di ragazzi (tutti rigorosamente under30!, altrimenti non avrei detto ragazzi) si riunisce intorno ad un tavolo con delle birre in mano e inizia a discutere sul degrado assoluto della propria città. Inizialmente si elencano le solite vergogne: le decine di morti ammazzati nella faida di Scampia, le nubi tossiche dei rifiuti che bruciano, gli scippi il traffico le violenze e i soprusi che la gente ormai è abituata a subire ogni giorno. Come se fosse normale.
Già, come se fosse normale. E' stato questo concetto a far scattare in un quel gruppo di ragazzi - di ragazzi qualunque, studenti-disoccupati-operai-laureati, mica scienziati - un moto di disgusto e rabbia fuori dal comune.
Perchè rassegnarsi alla scomparsa di una città, affogata dal suo stesso abbandono?
"Napoli è unica al mondo", dice sempre qualcuno. Ma quell'unicità le impedisce di cambiare, o almeno di provarci a cambiare, come hanno fatto New York, Londra, Parigi, Los Angeles, che pure hanno problemi simili ai nostri?

Ed ecco che nasce il Richiamo. Un soprassalto di civiltà, un rigurgito di indignazione (che non basta!) contro la storia eterna di una città che non vuole migliorare.

Guardiamoci intorno: la realtà è più che deprimente. E' catastrofica.
Le istituzioni sono insensibili alle istanze dei cittadini ma quel che è più grave è che sono i cittadini stessi ad essere totalmente disillusi. Di più: c'è quasi un compiacimento perverso e diffuso, non solo tra le fasce di popolazione "ai margini", per l'illegalità, l'arroganza, la sopraffazione del prossimo. Il delinquente di periferia come il bulletto del liceo, lo scugnizzo come il figlio di papà, uniti nell'inciviltà più assoluta. Come se non ci fosse altro orizzonte che il semplice "tirare a campare", nello sprezzo degli altri e di sé stessi. No future. Vivere nell'ignoranza, sommersi di merda e provare anche un assurdo compiacimento per questo. C'è descrizione più calzante del napoletano medio? C'è forse qualche segnale che induce a pensare che le cose non stanno proprio così, e che bisognerebbe essere più ottimisti?

E' finita da un pezzo l'epoca illusoria del "Rinascimento Napoletano", che era rinascimento soprattutto perchè paragonato al Medioevo passato. Non c'è scelta tra una sinistra che al governo ha dimostrato notevoli incapacità e una destra rappresentante dei peggiori istinti populistici e menefreghisti, non solo napoletani ma nazionali. Le personalità di rilievo, nel mondo della politica come della cultura, tacciono o ripetono canzoni imparate a memoria, pronte in ogni occasioni. Gli intellettuali, specie quelli che tanto fanno gli indignati ad ogni occasione importante, nella realtà di tutti giorni fanno poco o nulla per portare il loro aiuto alla società civile.
Ma questa società civile, poi, da chi dovrebbe essere rappresentata se non dai giovani, quelli che latitano e compaiono sui giornali locali solo per la cronaca, per le manifestazioni di massa più banali, per questioni ordini pubblico? Sono i giovani l'unica speranza per Napoli, e non è retorica.

Per questo noi del Richiamo vogliamo provarci. Contro i consigli di mamma e papà (ex-sessantottini) che ci invitano a rimanere a casa, contro il parere di quei "navigati" che ci invitano ad andare piuttosto in discoteca, e contro tutte le avversità che pure sappiamo di incontrare lungo il percorso, insisteremo per far sentire la nostra voce per le strade della città, sui muri, nelle scuole, nelle istituzioni. Non un imposizione dall'alto, ma un urgenza nata dalla società stessa, dalla società napoletana che chiede di cambiare. Nonostante tutto.

(continua)


1
  

Page generated in 0.3497 seconds by SineCms Version: 2.3.4  Show Source
Powered by SineCMS Powered by PHP Powered by Mysql Css Valid Html 4.01 Valid
Under GNU/GPL Licence