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11/07/06
Blog/L'ITALIA S'E' DESTA
Chissà, forse sono quasi esclusivamente sportive le motivazioni di tanta paranoia italica nei confronti dei transalpini. Fatto sta che non sono mai solo volati, nella nostra Storia recente, tanti insulti, tanti cori rabbiosi, tanti improperi verso la bandiera blu bianca e rossa. Che, per inciso, è finita puntualmente bruciata più e più volte per le strade del centro, come testimonia il video che potete ammirare qui sotto. Roba da denuncia, secondo la legge.
Napoli come la Palestina. Un'anticipo ce l'aveva fornito già la seminifale contro la Germania, con la comparsa di necrologie e carri funebri con tanto di bara dipinta con i colori della nazionale battuta. Ma non era ancora niente. Questa volta c'erano taùti ovunque simboleggianti il nemico sconfitto, ridotto a manichino in molte rappresentazioni popolari, vilipeso e disintegrato sotto calci e sputi. Infine dato alle fiamme. E' il popolo dei Quartieri che si riversa su via Toledo, che festeggia con gioia e non pochi eccessi l'orgoglio ritrovato, e poi disperso tra i fuochi d'artificio e gli schiamazzi. Ma è anche il desiderio di vendetta covato per otto lunghi anni (dal Mondiale 1998) sotto un gelido rancore, e sfogato da una nazione intera quando Grosso ha battuto l'ultimo rigore. Aveva scritto Michele Serra che, se avessero vinto i francesi, sarebbe stata comunque la vittoria dei nostri cugini, di un Paese aperto e multietnico, di una democrazia più compiuta della nostra. Ecco, bisognava farsi un giro tra la folla, per vedere cosa ne pensavano i cugini dei francesi. La mamma di Zidane -non senza qualche motivo, anzi- è divenuta il capro espiatorio dei raptus del figlio, e con lei tutta la simbologia e la mitologia del Paese di Rimbaud e Voltaire, incluse le baguette, con molta egalité e fraternité è stata posta - in senso metaforico- sul cesso di quella Storia che gira come una ruota, ma anche -in senso letterale- sul gabinetto di un gruppo di tifosi che hanno allestito un simpatico siparietto nei pressi di Piazza Dante.
Tutto era concesso nella notte più folle e anarchica di Napoli.
(continua)
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